Il potere della parola: d’Annunzio e la comunicazione politica a Fiume (Giordano Bruno Guerri)

A Fiume d’Annunzio porta la fantasia al potere.

E lo fa attraverso le sue straordinarie doti comunicative, tanto efficaci da essere ben presto mutuate dal fascismo.

Si pensi alle adunanze oceaniche, al coinvolgimento oratorio, al culto persuasivo della parola, all’uso diffuso di motti e slogan, che d’Annunzio sperimenta ben prima dell’avvento al potere di Benito Mussolini.

E si pensi inoltre all’efficienza del suo ufficio stampa e alla fondazione de «La Vedetta d’Italia», il giornale che diviene ben presto l’organo ufficiale della Reggenza del Carnaro.

Ad oltre novant’anni dall’avventura fiumana (2009), è possibile riformulare il giudizio sull’impresa dannunziana, mettendo da parte la retorica e ponendo in risalto quante idee rivoluzionarie, anticipatrici, modernissime, circolarono in quel lembo d’Europa tra il 1919 e il 1920.

Ben lungi dall’esprimere mere istanze nazionalistiche o bellicistiche, l’impresa di Fiume ha precorso per molti versi il pacifismo terzomondista della seconda metà del Novecento.

Non bisogna dimenticare che a Fiume prese forma una Lega per rappresentare i popoli oppressi e per dare voce alle nazioni coloniali più deboli. Quelle, insomma, che non venivano mai prese in considerazione dalle grandi potenze.

Un’idea che si sarebbe affermata più tardi, al tempo della guerra fredda. Un’idea modernissima, così come lo fu quella di Fiume libertaria.

Nessuna città al mondo ha goduto di tanta apertura di idee. Erano rispettate le scelte individuali più diverse. Non a caso il suo comandante era un poeta, un uomo abituato a giocare con la fantasia.

Ma anche un grande comunicatore, abilissimo nel coinvolgere, stimolare e motivare i propri legionari. Inventò addirittura quelle veloci unità navali, che garantivano i rifornimenti ai legionari, chiamandole come gli uscocchi, leggendari pirati dell’antichità.

Ma c’è ancora una cosa che rende l’esperimento di Fiume estremamente attuale dal punto di vista sociale: la carta costituzionale del Carnaro, un documento che anticipa le costituzioni più avanzate. E poi non bisogna dimenticare la quantità di giovani, di intellettuali, di avventurieri che richiamò d’Annunzio a Fiume. Quello fu uno dei primi esempi di solidarietà internazionale, perché all’interno della città, durante l’occupazione, convivevano gli stessi popoli che al di là di quel confine erano ostili tra loro.

Un vero e proprio capolavoro di abilità comunicativa, ispirato ai principi dell’equità sociale.

D'ANNUNZIO MODERNO - Università degli studi “G. d’Annunzio” Area dei Servizi Informatici: Applicativi e Web   -   Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” – Gardone Riviera